Dante e il ‘900: la riscoperta del Mito

terzo appuntamento di Dante e le arti: da Giotto al Novecento
nell’ambito di 700DanteeNovara a cura di Comune di Novara

con Chiara Gatti

Anche dopo i fasti e il fulgore del Romanticismo, il nome di Dante attraversa impetuoso le grandi correnti dell’arte del Novecento. Dopo il simbolismo struggente di Gaetano Previati, spiccano le illustrazioni di Salvator Dalì, all’interno di una generale riscoperta internazionale che caratterizza il secolo scorso. La visionarietà e l’immaginario figurativo dell’universo dantesco risultano uno stimolo fecondo per soluzioni ardite e imprevedibili, come nell’Inferno di Rauschemberg.


Dante e le arti: da Giotto al Novecento

In occasione del settimo centenario dalla morte di Dante, ripercorriamo la fortuna visiva del poeta e delle sue invenzioni iconografiche nel corso di sette secoli. Dalla Cappella degli Scrovegni di Giotto a Padova, scaturigine del realismo moderno, si passa ai grandi cantori del Rinascimento, Botticelli, Raffaello e Michelangelo.
Il sommo poeta trova infatti posto fra i grandi personaggi illustrati da Raffaello nelle Stanze Vaticane di Papa Giulio II a Roma e sulla parete del Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina.
Il suo mito esplode in particolare dalla seconda metà del Settecento grazie alla funambolica fantasia dei grandi artisti inglesi William Blake, Johann Fussli e John Flaxman e durante il Romanticismo, con la potente figurazione del francese Delacroix e con i languori preraffaelliti e di Auguste Rodin.
Anche il Novecento sviluppa con ampiezza la figura di Dante, come mostrano i capolavori di Previati, Boccioni, fino a Salvador Dalì e alle stravaganti letture in chiave contemporanea di Robert Rauscember.

prossimo incontro:

> 28 ottobre h 18 | Dante nel 700 e nell’800, fra Visionari e Romantici

 

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