Un tempo aperto è un tempo che non avevamo previsto, che d’improvviso si apre e può divenire qualsiasi cosa. Come nel cielo, quando una nuvola si spacca e lascia filtrare una nuova luce.
È un tempo inedito a disposizione. Ed è lì che può emergere quella domanda che è contemporaneamente possibilità e abisso: chi sono quando non rimangono cose da fare, quando non sto in nessun ruolo?
Un tempo aperto è allora uno scorcio sottratto all’abitudine. Che sia preludio del divenire o angoscia, dipende da quanto coraggio si prende con sé. Perché forse ciò che ci spaventa è la possibilità che dopo tanto tempo ci si ritrovi a pensare di essere qualcosa di nuovo. Che ciò che siamo stati non ci determina più della spinta a divenire altro.
E allora a questo tempo, a questo squarcio, qui al Circolo dei lettori e delle lettrici proviamo a dare nuove forme.
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