Nel corso della storia molti pittori sono stati ossessionati dall’idea di riuscire a rappresentare il mare. Forse a causa della missione impossibile di riprodurne su tela la potenza e l’impetuosità e di rendere statico qualcosa che per natura è movimento. Come si può restituire l’energia di un mare agitato, per esempio?

Probabilmente con le parole è più facile: in fondo si muovono assieme al pensiero mentre scorrono – proprio come potete constatare ora. La scrittura si sussegue, ogni frase è come un’onda che prende il posto della precedente.

Attraverso le parole e i pensieri questo mese ci facciamo trasportare verso terre talvolta impreviste o addirittura sconosciute, ma spesso solo perché fraintese. Proviamo a seguirle tutte per tentare di restituire quella forza costante e travolgente delle onde alte in mare aperto.

Al Castello Sforzesco tra le altre cose, arriva il Booker Prize 2025 Nella carne (Adelphi) di e con David Szalay; si tiene la lezione di Andrea Marcolongo nell’ambito di Superheroes. Le origini del mito e inoltre prendono avvio Cento Marilyn con Ilaria Gaspari, Fabrizio Coppola, Roberto Gallaurese e Antonelli in grande a cura di Marco Scardigli.

E sempre al castello, dal 12 al 14 giugno, sbarca per la prima volta Questo non è un festival: tre giorni in cui, tra letteratura e cinema, musica e giornalismo, storie e Storia, comprendere (con, tra gli altri, Serena Dandini, Niccolò Ammaniti, Vasco Brondi) quelle trasformazioni di persone, società e culture che lasciano tracce in grado di durare nel tempo.

Perché capire che tutto cambia è, forse, il modo più concreto per capire il tempo in cui viviamo. Proprio come il mare. Che va avanti e indietro, indietro e avanti, nonostante ogni cosa, e ogni persona.

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