Un percorso di cultura musicale 

a cura di e con Raffaele Molinari per Scuola musicale Dedalo

I quattro appuntamenti ruotano attorno alle millenarie strategie attuate in musica per manipolare l’esperienza temporale dell’ascolto, che consentono di «uscire dal tempo che il brano occupa ed entrare nel tempo che il brano evoca». Di tali aberrazioni temporali si hanno in letteratura e filosofia notevoli tracce, fonte di ispirazione per nuove strategie di ascolto. Accompagnano gli incontri, musicisti che propongono dal vivo brani, esempi e proposte d’ascolto.

🎵 lunedì 5 febbraio h 18 | Abissi del Tempo
Negli intensi dialoghi fra Hans Castorp, Lodovico Settembrini e Leo Naphta, personaggi de La montagna incantata di Thomas Mann, emerge, fra i tanti temi, il ruolo e il senso della musica nella vita dell’uomo: ordine o abisso del Tempo? Quel romanzo argomenta una questione a fondamento dell’esperienza dell’ascolto musicale: durante un ascolto profondo, infatti, usciamo dal tempo che il brano occupa per entrare nel tempo che il brano evoca. Il Tempo evocato è talvolta paradossale, oltremondano, eterno, rappresentativo di realtà che appartengono al pensiero ma non all’esperienza. Quali sono dunque le strategie messe in atto nella costruzione musicale per gestire queste aberrazioni della percezione temporale? Dalla semplice canzone alla sinfonia, l’uomo ha imparato finissime strategie psicologiche che rendono la musica una grande occasione per affacciarsi oltre i limiti concreti dell’esperienza.

🎵 lunedì 12 febbraio h 18 | Epos della Montagna
Il superamento dei passi alpini, la natura sublime della montagna e i suoi suoni sono divenuti, nell’immaginario ottocentesco, cardini della narrazione epica. Ne è un caso, a suo modo, il celebre finale della Nona sinfonia di Beethoven: un viaggio di ideale ascensione spirituale e morale. Quell’esempio musicale monumentale nasce da una visione teleologica del Tempo. L’elaborazione musicale del celebre Inno alla Gioia traccia infatti un percorso didascalico che esprime i tratti della grande lezione hegeliana. Accompagnano l’incontro le proiezioni di alcuni capolavori dell’arte figurativa romantica tedesca.

🎵 lunedì 19 febbraio h 18 | Il Tempo oscilla in tre
La lunga storia del valzer, tra scandali e censure, è la storia dell’evoluzione della coppia in Europa. L’arte di oscillare sul tempo in tre è arte di giocare con la vertigine: seduzione, capogiri, smarrimenti e persino trance. Quella vertigine la racconta, per esempio, Tolstoj per la scena del ballo di capodanno di Natasha e Andrej in Guerra e Pace. La dolce seduzione del valzer è divenuto topos poetico nel pianoforte di Chopin, nell’opera dell’Ottocento. Ma la vertigine sensuale è divenuta, nel Novecento, caos ne La Valse di Ravel e abisso omicida nel Wozzeck di Alban Berg. Con la partecipazione di Federica Mancini, arpista, docente della Scuola di Musica Dedalo, che suonerà alcuni brani.

🎵 lunedì 26 febbraio h 18 | Ripetizioni e metamorfosi
La Ciaccona di Bach per violino solo in re minore, quinta “danza” dalla Partita n. 2 BWV 1004, composta attorno al 1720, è un monumento della nostra cultura musicale. Perché? Sulla base di un giro armonico circolare e ostinato, con un tempo pressoché costante, si produce in superficie un mirabile, caleidoscopico gioco di variazioni e metamorfosi. Da un gioco di “esercizi di stile” alla Queneau, si tratta, per l’ascoltatore, di una esperienza di ascolto labirintica, di un percorso che attraversa la danza, la preghiera corale, dialoghi e scenari via via diversi. L’arte della variazione si rivela una delle tecniche per guidare e trasfigurare i percorsi del Tempo. Con la partecipazione di Davide Agamennone, violinista, docente della Scuola di Musica Dedalo, che eseguirà dal vivo la Ciaccona e aiuterà il pubblico a comprenderne particolari aspetti.

 


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foto: Adolph von Menzel, Public domain, via Wikimedia Commons