A cielo aperto sono i luoghi che non trattengono il respiro, i pensieri pronunciati prima di essere messi in ordine, una preghiera tra i palazzi, le promesse che non vengono messe al sicuro. È stare scoperti, non per mancanza di ripari, ma per scelta: perché solo esposti si misura davvero lo spazio sopra di noi. Anche a marzo il Circolo appare così: aperto, permeabile, attraversato da voci, narrazioni e domande. Le storie lasciano la pagina e prendono voce, diventano dialogo e confronti. Gli incontri non delimitano, ma aprono: creano varchi, allargano prospettive. Ogni appuntamento è uno spazio condiviso in cui le parole si cercano, si rispondono, trovano nuovi modi di essere ascoltate.

È dentro questo spazio che riprende forma Voci di donna. Il tradizionale viaggio nella letteratura che accompagna lettori e lettrici nel mese di marzo a Novara, propone un nuovo percorso di libri, voci, storie. Quest’anno le voci sono di Stefania Auci, Elvira Seminara, Sofia Torre, Elisa Motterle, Jana Karšaiová, Ilaria Rossetti, Sofia Mattioli, Luisa Merloni, Valeria Palumbo e le giornaliste di Novara che scrivono insieme il Manifesto della parola femminile.

Ed è sotto lo stesso cielo che si colloca Il femminino, il femminile e le donne nell’Antico Testamento ebraico a cura di e con don Silvio Barbaglia. Cinque incontri per approfondire come la presenza e l’azione delle figure femminili bibliche abbiano plasmato la rivelazione tra creazione, profezia e salvezza regale.

Proseguono i cicli Blablabla con Carolina Capria, Note a Margine con Giulia Ciarapica, Colonna Sonora con Carlo Bordone, Matinée in giallo con Roberto Gallaurese e Storie londinesi il bookclub sull’eterogenea e caleidoscopica Londra.

Così il Circolo, per tutto marzo, resta attraversabile come una piazza sotto il cielo: un luogo in cui le idee non vengono messe al riparo ma lasciate circolare. Perché le idee respirano dove il cielo non ha confini.

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